Ci sono sostanzialmente due modi per fare cattiva informazione:

Ci sono sostanzialmente due modi per fare cattiva informazione:
1 - esagerare le notizie ingigantendo qualcosa che è di per sè innocuo:
2 - minimizzare i rischi di qualcosa che è invece da monitorare e osservare con attenzione.
Come dicevano già i latini, "in medio stat virtus", e in ogni situazione bisogna sempre rimanere in equilibrio, fornendo informazioni aggiornate, reali, utili, e che aiutano ad aumentare la consapevolezza sul problema e fornire strategie adeguate per fronteggiare e superare la situazione.
Quindi approcci estremisti come ho potuto leggere e mi sono stati riferiti, non vanno bene!
Inutile fomentare la paura dicendo che il virus è manipolato in laboratorio e metterci dentro di tutto e di più ravanando informazioni di qua e di la, come inutile minimizzare arrivando alla banalizzazione, perchè chi lo fa (e parlo ahimè di omeopati!), dimostrano solo superficialità e poco polso della situazione.
Il coronavirus è un virus del raffreddore che può causare in soggetti predisposti eventi acuti anche gravi, come polmoniti virali, quindi non va ingigantito il problema ma nemmeno minimizzato.
Provo quindi ad approfondire e spiegare ancora un pochino meglio la situazione.
Innanzitutto sottolineo che il ruolo del medico in queste situazioni è quello di aiutare a trovare strategie, solo analizzare i dati e fare lezione "contando i peli del culo del virus" a poco serve, se poi non c'è un pronto ed efficace modus operandi da seguire (se ricordate a tempo zero ho già fornito una profilassi ancor prima che i casi arrivassero in Italia).
Chi mi autorizza a fare ciò? Mi autorizzano una laurea in medicina e una abilitazione all'albo (seppur vacillante! 😅), e una specialità in Omeopatia, che almeno per me investe di una responsabilità e di un tributo agli Omeopati del passato, in primis verso Hahnemann, che va manifestato in queste occasioni, fornendo utili consigli ai pazienti, continuando la tradizione che ha permesso all'Omeopatia di fronteggiare efficacemente tutte le grandi epidemie del passato, dal colera all'influenza spagnola.
Detto questo spendo due parole per spiegare perchè e come si può essere suscettibili all'infezione, spiegando così come mai un atleta come il 38enne è stato falciato senza pietà.
Ricordiamoci sempre che lo stress cronico di qualsiasi tipo, quindi dovuto a traumi, come dovuto a intossicazione, come dovuto a patologie croniche, dis regola la produzione di cortisolo e catecolammine, attivando in modo eccessivo ed anomalo o circuito linfocitario Th2, con produzione di citochine infiammatorie tipiche del circuito Th2 e del circuito Th17.
Purtroppo questo tipo di risposta è inadatta a combattere le infezioni virali, ed essendo iperattivato questo circuito, di conseguenza viene disattivato il circuito Th1, che sarebbe quello più efficace nel combattere i virus.
Se a questo ci aggiungiamo che emozioni negative come la paura attivano la corteccia prefrontale destra, iperattivazione legata a un ulteriore indebolimento della risposta immunitaria come magistralmente spiegata dal paradigma PNEI, capiamo come è molto facile, in queste condizioni, ammalarsi anche di malattie virali che in condizioni normali ci farebbero un baffo!
Essere atleta e sportivo non vuol dire nulla, anzi in periodo di allenamenti estenuanti e gare, il fisico se non opportunamente sostenuto, può facilmente ammalarsi essendo indebolito da una iperattivazione del cortisolo (parlo da sportivo perchè arrivavo a percorrere anche 8mila km all'anno in bicicletta e gareggiavo pure seppur amatorialmente!)
Quindi nessun allarmismo ingiustificato, però nemmeno banalizzazione, ma semmai opportuna integrazione e supporto al sistema immunitario. 
P.S. Ditemi se trovate utili questi post, e fate pure domande anche mirate, così date spunto per integrare e aiutare sempre di più, unico vero scopo e intento che mi ha convinto a tornare su fb! GRAZIE!!! 



24 Febbraio Dr. Diego Tomassone

Commenti